MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE 2014 ALLE ORE 15 MEMORIA DI S FRANCESCO SAVERIO GESUITA

19.11.2014 06:19

“Sono disponibile, come sempre, ad incontrarti per dialogare con carità e verità”. No, questo non lo doveva proprio scrivere perché sono mesi che le scrivo privatamente e pubblicamente, e prima ancora sono sempre venuto a conferire con lei; lei adesso non può scrivermi che è disponibile perché né in questi mesi, né dal 2001 in avanti non mi ha mai convocato sono sempre stato io a dovere prendere l’iniziativa e questo scusi la franchezza eccellenza reverendissima non è sinonimo né di paternità né dell’azione di un buon formatore. Da quando fece il suo ingresso in diocesi Monsignor Giustetti saltuariamente andavo in vescovado, o in seminario dove ha abitato per lungo tempo a fargli un saluto. Non era un uomo di tante parole e molto spesso era lui ad aprire la porta dopo che avevo suonato il campanello. Un saluto veloce che si concludeva sempre con l’inchino e il bacio dell’anello che non gradiva ma sopportava. Quando è subentrato lei in diocesi, la prima volta che ho suonato il campanello del vescovado per incontrarla e che mi sono permesso di dirle che se le avesse fatto piacere sarei passato a salutarla saltuariamente, lei ha puntualizzato che riceveva in udienza il martedì e il sabato. La sua casa per me e per quelli come me è accessibile solo nell’orario di udienza sin dal 2001 e così mi sono adeguato in tutti questi anni. Sua scelta da rispettare ma da contestare. Lei in fondo non è disponibile, lo scrive per forma, per educazione perché così si fa, ma si è dimostrato da subito non disponibile:” come sempre e per sempre”. Da ciò che “deduco” lei non ha intenzione affatto d’incontrarmi, se così fosse mi avrebbe comunicato giorno e ora. Ma non lo ha mai fatto. Sono io disponibile come sempre e da sempre ad incontrarla per dialogare perché in fondo sono io e non lei a cercare da tempo quest’incontro per cui fisso la data di mercoledì tre dicembre alle ore quindici nella memoria di S. Francesco Saverio gesuita, la invito ad incontrarmi non dove non sono gradito cioè a casa sua, (episcopio-vescovado), perché lì il suo vicario non vuole che mi presenti. E lì non mi presenterò mai più. Il luogo fisico, oggi si direbbe la location la scelga lei. Il dialogo è libero non vengo certo a ripeterle tutti gli aggettivi che non ha risparmiato a me. Continuando nella frase lasci stare la carità e la verità, non può essere condizionato il dialogo che scaturisce da un incontro, non dev’esserci un odg non è una riunione di un cda. Io a lei mi sono sempre presentato con le mie verità, lei con le sue giustificazioni. Dunque mercoledì tre dicembre alle ore quindici.