PARTE SESTA- DIARIO DI UNO PSICOTICO... LA COPERTA DI CHARLIE BROWN, LETTERA AI GIOVANI

22.09.2014 09:34

… Riprendendo dal 16-09-’14…       Scrivo ai giovani anche perché io ho tre figli giovani, cari giovani vi hanno fregato, vi fregano e vi fregheranno. Vi scrivo per mettervi in guardia, questi gerarchi (essendo parte della gerarchia), che reggono questa diocesi vi fregheranno. I miei figli sono rispettosi ma lontani da questa chiesa con la c minuscola, ed è stata sicuramente una loro scelta, ma indotta. Quell’”osservare attentamente il loro tenore di vita” come esorta S.Paolo sulla mia famiglia ha provocato da parte mia prete, il divenire prete per cambiare qualcosa perché sono figlio degli anni settanta dove l’esporsi, il mettersi in gioco era la parola d’ordine, nei miei figli l’indifferenza verso qualcuno che con il suo modo di vivere dimostra arroganza, gestione del potere, scarsissima coerenza. Abbiamo capito che questa gente non viene da Dio. Nei miei figli e in me la vita di certo presbiterio e di certa comunità cristiana impegnata, quelli che io chiamo le top model, ha indotto indifferenza. I miei ragazzi hanno capito che l’essere orfani non ha portato in parte dalla comunità cristiana quel rispetto che la Scrittura, la Sacra Scrittura esige; così come io posso testimoniare in merito alla mia vedovanza. A proposito delle vedove- vedovi e degli orfani provate a contare le volete che sono citate nella Sacra Scrittura e a leggere ciò che Dio vuole si faccia per loro. Cari giovani per vivere in questa chiesa con la c minuscola, ma come in società, devi contare. Se non conti per via di mamma e papà, se non sei annoverato nelle top model ti fanno sputare sangue. Devi essere “figlio d’arte” e se non lo sei, sei figlio di buona donna. Vi stanno spingendo di fatto a sgomitare, a sopraffarvi l’uno con l’altro, mentre ti parlano di lealtà e amore. Non cito gruppi che educano a ciò, perché sono stufo di sentirmi criticato. Lo farei se questi poi interagissero, ma hanno la coda di paglia, non interagiscono, illudono la critica e continuano a circondarsi delle loro cose: la coperta di Charlie Brown. Un prete che vanta di essere popolare tra i giovani mi diceva che i fatti che elenco e racconto non gli interessano:” io sto bene nella mia parrocchia”, così cari giovani vi ha fregati anche lui, pensa solo al suo orticello, è per la calma piatta, la bonaccia. Pensate poi a quanti posti di lavoro potrebbe darvi la diocesi, potrebbe sistemare un mare di voi giovani con l’insegnamento della  religione, con la costituzione di cooperative e l’assunzione diretta per la gestione dei suoi beni e dei suoi servizi. Sappiate che sono disposizioni della CEI (Conferenza episcopale italiana) di cui il vescovo ne è parte. La Cei spinge affinchè non si usi più personale volontario nella gestione di uffici. Qui da noi in diocesi i pensionati pagati e rimborsati occupano posti che sono rubati, e dico letteralmente rubati a voi giovani. La scuola:  diversi insegnano religione senza possedere i requisiti e non si osserva una “scaletta” in cui la precedenza sia garantita a chi ha necessità d’insegnare, e questo in spregio alla giustizia. La scuola dunque per diretta responsabilità del vescovo che incarica direttamente gli insegnanti comunicando i nominativi ai presidi è gestita male, volutamente gestita male per opportunismo. I presidi almeno potrebbero pretendere i titoli e non la sola segnalazione del vescovo che di fatto per alcuni è una raccomandazione. Cari giovani “chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto”, negli anni settanta ci si faceva sentire. E’ cambiato qualcosa da allora? No, ma c’è stato un allontanamento di massa dalla Chiesa per colpa della chiesa con la c minuscola, dalla chiesa dei giochetti, degli accordi sottobanco sussurrati, dalla chiesa della non chiarezza: spazzatura. Nella veglia dei giovani che poi sono il raduno delle truppe cammellate, forzatamente condotte, dove non c’è diritto di replica all’indottrinamento, presentatevi, e lo scrivo soprattutto ai pochi giovani che vi si recano, (la maggior parte latita e non perché vuota di testa come vi dicono i vostri formatori, ma perché ha osservato attentamente il loro tenore di vita), chiedete che vi sia dato ciò che è giusto, che vi siano dato non giochi e divertimenti, o lavoro nero nei centri estivi, ma sicurezza e serietà, pretendete soprattutto il lavoro perché ce n’è, non lasciatevi illudere perché domani vi chiuderanno la porta in faccia se non siete figli delle top model o se non vi siete da voi creati uno spazio. La politica è di prediligere chi ha, chi non ne ha non è di peso, ma di servizio. Così si forma un popolo di schiavi non un popolo. Così si crea una società chiusa che interessa a pochi perché è per pochi. Il cristianesimo è aperto a tutti, tutti devono ritrovarsi, tutti devono potere direttamente interagire, ma soprattutto non essere schiacciati dal giudizio e dal peso dei formatori. Le veglie dei giovani? In una chiesa? Dove si alternano i formatori o chi per essi? Dove la vostra voce è soffocata in gola. Le veglie dei giovani sono le più brutte manifestazioni a cui un giovane possa partecipare. Il potere schierato: i vertici, la base: in platea muta, che risponde a comando! Buttate tutto per aria, mandate tutto a gambe all’aria, riscrivete voi la Chiesa perché siete anche voi Chiesa non solo quelli là. Capisco che non osate, lo capisco ma almeno formatevi con questa volontà di ribellione perché Gesù è stato un ribelle e Dio ha voluto mandare un ribelle sulla terra per la salvezza di una società asservita, schiava. Metteteli in crisi, mettete in crisi i gerarchi, invocate un sinodo tutto per voi, fatevi sentire: proponete un vostro sinodo, perché loro i gerarchi da dopo il Vaticano II non sono riusciti ancora ad indirne uno… I progressisti che ci guidano! Voi pretendete il vostro!