SONO SOLO UN PRETE: UN ANIMALE INFERIORE A CUI NON SI DEVE SPIEGARE, NE' DAL QUALE SI ACCETTA CONSIGLIO.

22.08.2014 09:12

Cari amici di Chiesa Controcorrente, con piacere ho notato una crescita di frequentatori nelle ultime settimane, e a coloro che si sono aggiunti negli ultimi tempi mi rivolgo in modo particolare. Questo sito nasce per raccontare fatti, fatti spesso tristi ma veri che ho vissuto e vivo rispetto ad una chiesa con la “c” minuscola, che sento forte il dovere di non nascondere perché solO “la verità vi farà liberi”. Non importa se i fatti sono accaduti ieri o due anni fa, perché le conseguenze sono vive nella Chiesa di oggi. Chi va controcorrente sa di dover uscire dalle righe per poter dire ciò che non va, sempre però con quel po’ d’ironia che è propria del nostro essere cristiani che non si prendono troppo sul serio, come ci ha insegnato Gesù, che da buon ebreo sapeva dire la verità senza vergognarsene, a costo di sembrare irriverente e fuori luogo, ma la vita è così: c’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo, un tempo per distruggere e un tempo per costruire… Verrà nelle prossime settimane il tempo di costruire. Comunque consiglio a tutti di andare a rileggere nella sezione Notizie i primi passi del sito dove queste cose venivano argomentate in modo più esaustivo.

Vi è noto che sono prete, ma prima di essere prete sono padre. Uno dei miei tre figli è invalido civile. Per diritto di cronaca e per giustizia porto a voi la conoscenza di questo fatto: tempo fa, è stato rifiutato, a questo mio figlio, da parte della commissione preposta al rilascio, il pass che permette l’uso dei parcheggi riservati e l’ingresso nella zona limitata al traffico. Dopo un animato chiarimento con la commissione il pass è stato rilasciato. Per ottenerlo, ho dovuto denunciare il non corretto uso, anzi l’abuso, che il parroco della cattedrale perpetra a danno dei portatori di handicap. Al parroco del duomo sono stati rilasciati, per la casa famiglia (un gruppo di invalidi civili che con lui coabita), una serie di pass. Io non voglio disquisire sul numero ma sul loro illegittimo uso. E’ capitato spesso che questi pass siano stati concessi a conoscenti  che non trovavano parcheggio, così da poter parcheggiare nei posteggi riservati (che sono ben otto), dislocati intorno alla casa parrocchiale. C’è chi tra i frequentatori della casa parrocchiale, espone ancora il pass del vecchio arciprete che, per l’età, oltre novant’anni, e per la sua infermità, (l’ho appreso dal giornale diocesano), non è più in grado di condurre l’autovettura. Tempo fa sono stato multato in via Vescovado dove abita mia mamma novantenne, riconosciuta invalida al 100%. Munita di pass ed avendolo esposto ma non con il disabile a bordo, (l’avevo aiutata a portare la spesa in casa), sono stato sanzionato: evidentemente non sono il parroco del duomo! Ho informato personalmente il vescovo dell’uso dei pass e di chi usa i pass ma non ho ricevuto risposta, quindi è connivente con gli abusi. Circa regalie e privilegi le gente ne è al corrente e si regola di conseguenza, disertando le nostre chiese. Già Paolo, cioè la Parola di Dio, invitava 2000 anni or sono a controllare regalie e privilegi dei presbiteri, cioè sacerdoti e vescovi, affermando, “osservando attentamente l’esito del loro tenore di vita…”

Di queste regalie e privilegi sono stufo io come prete, come padre di famiglia e come uomo e contesto questa arroganza e mancanza di giustizia che è una vergogna, una macchia d’unto sul vestito bianco che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro battesimo. Questo è peccato! Invito il comando dei vigili urbani a controllare con più frequenza i fruitori dei pass e di quest’ultimi il loro corretto uso. Contesto l’uso strumentale dei pass e rivendico il diritto e il dovere di  portare all’attenzione del pubblico questo fatto a tutela dei portatori di handicap. Circa l’ostinato silenzio del vescovo gli riporto per sua cultura personale ciò che don Bruno Borghi e don Lorenzo Milani constatavano nel silenzio del loro vescovo, l’arcivescovo di Firenze Florit. Più volte, da loro stimolato a rispondere alle loro giuste e intelligenti istanze e osservazioni, il presule del tutto incapace ad un’umana reazione, si trincerava dietro un ostinato silenzio che in fondo era solo maleducazione. I due grandi preti nella loro missiva annotavano: “li tratta come animali inferiori a cui non si deve spiegare e da cui non si accetta consiglio”.

donandreagiordano