UN INCONTRO IMPORTANTE, UN IMPORTANTE INCONTRO

04.12.2014 06:16

Ti rispondo con un sms, ma soprattutto con queste righe per dirti che tu non sei il “un piacevole incontro”, tu sei un incontro importante e queste righe sono in rete il giorno dopo l’incontro con il vescovo. Non riferisco oggi, riferirò poi dell’incontro, mentre ho titolato “un incontro importante” per riocrdare l’incontro dell’altro giorno, pur mantenendo nascosta, non violando la tua identità. Anzitutto noi ci siamo incontrati prima del piacevole incontro, inoltre il nostro era un incontro preannunziato, voluto, cercato, mentre l’altro casuale. Sei figlio dei tuoi anni, anni importanti, creativi, formativi, proficui per la società e la Chiesa, gli anni ante e post contestazione e del post Concilio: apertura. L’idea che il mondo potesse essere costruito, ricostruito al seguito dei grandi ideali, pace, amore, giustizia, libertà, sincerità, trasparenza, rispetto, uguaglianza, fratellanza, onestà, serietà, creatività…. La fantasia al potere. E’ rimasto poco di quegli anni sicuramente, ma sono rimasti uomini, preti come te caparbi, cocciuti che hanno lavorato e lavorano a testa bassa per il gregge… Pastori!? Mi hai cercato, segno che non sei piatto, anestetizzato, oppiato, drogato dall’indifferenza, dall’opulenza della tavola, dai vizi, dai privilegi, credi ancora in quella sana rivoluzione cristiana, che questo papa oggi risveglia perché sud americano e gesuita che ha vissuto e fatto esperienza in prima persona dei drammi che noi qui non abbiamo vissuto e che non possiamo nemmeno immaginare. I missionari non hanno tempo di venirci a raccontare perché sono là a lavorare, chi torna, ritorna, tra i preti… non è certo come il padre Ugo Decensis fondatore dell’Operazione Mato Grosso e tra i laici… Non sono certo come il dottor Schweizer. Il tuo incontro è importante più che piacevole perché sei stato il primo a cercarmi non perché inviato, né per redarguirmi, ma per cercare di capire, perché sei figlio dei tuoi anni, ami un certo dissenso, sei intelligente per non bollarlo, e un ricercatore della verità perché innamorato del Cristo. Nel tuo sms mi scrivi che preghi per l’incontro con il vescovo, che quando si leggeranno queste righe sarà già avvenuto. Preghi cioè credi, non trami, cioè non chiudi, non soffochi, non imbavagli ma scegli di offrirti. Parli al Signore perché sai cosa significa essere messo da parte, perché Lui è stato messo da parte, bastonato, percosso, frustrato, umiliato, denudato, offeso, ridicolizzato, processato, giudicato, barattato, deriso, abbandonato, venduto, tradito, appeso… perché ha rovesciato i banchi dei cambia valute all’interno della casa di Dio, la casa del Padre, quel giorno è stato predetto, e di quel giorno Isaia scrive: “sarà piegato l’orgoglio degli uomini, sarà abbassata l’alterigia umana, sarà esaltato il Signore, lui solo in quel giorno, e gli idoli spariranno del tutto” questo è il credo per noi cristiani. Il tuo è stato un incontro importante e ogni giorno cresce il numero tra i preti che timidamente iniziano a disintossicarsi da una forzata e inculcata  educazione che li ha condizionati e li condiziona e tu sei stato in questi anni esempio e stimolo. Ci sarà tempo, come ha profetizzato don Ferraris: “ andremo sempre più giù… sino a che …”, ma il processo iniziato è irreversibile, non saremo certo noi a vederlo e goderne, ma intanto godiamoci il vicario di Cristo capo della Chiesa con la c maiuscola che con il suo stile di vita sobria e misurata, umilia preti, vescovi, cardinali e laici di una chiesa con la c minuscola, come afferma monsignor Galatino: “li rende ridicoli”.