URLIAMO LA NOSTRA DIVERSITA', SIAMO FIGLI DEL DIVERSO

17.09.2014 09:19

… Mi prendo una vacanza sospendendo il mio diario, perché vorrei trattare con voi il tema della diversità... La diversità. La diversità, cosa intendo, cosa intendiamo cari amici di Chiesa Controcorrente? La diversità è la creazione stessa, mai uguale, ripetitiva, sempre dissimile, non  monotonia, ma polifonia dunque armonia. La diversità è vita, è ciò che scatena l’opinione, e ciò che mi distingue e mi caratterizza, ciò che mi conferisce una dignità o la dignità. Siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, dunque non sono Dio, ma siamo con Lui e tra di noi simili, bianchi, gialli, rossi, neri. Tutto richiama la diversità: opinioni, idee, razze, forma, caratteristiche, sostanze, categorie. La diversità è dunque fondamento della nostra stessa esistenza, la diversità, l’essere diverso non può sfociare nelle CULTURA DELLO SCARTO, (espressione forgiata da papa Francesco), ma deve sfociare nella cultura dell’accettazione e della valorizzazione: queste sono regole umane dunque cristiane, la persona è dunque diversità, unità, novità nella diversità. Se rispetto la diversità non entro in conflitto, nego la guerra, tendo e perseguo il sogno di pace, non ho ragione delle conflittualità. Se sono critico ho diritto di esserlo e per questo devo essere tutelato invitato, quasi spinto, incoraggiato alla criticità, a vivere la critica come  dovere di un essere pensante e credente: ho il dovere di esternarlo. Il pensiero critico è personificato dal Cristo (reso vivo, reale, persona), nella sua visione di un mondo nuovo attraverso il suo Vangelo. Se sono impedito è impedita la diversità, dunque la libertà, il progresso e si genera l’omologazione. Senza impormi devo dimostrare la mia diversità, dimostrarla, esternarla, diffonderla, sarà chi mi ascolta e osserva a poter decidere sulla mia diversità, sulle ragioni della mia diversità. Gesù è diverso,  e perché è diverso che cattura intriga che interessa, ogni passo dei racconti evangelici sono prova certa della sua diversità. E’ la sua diversità che porta l’estromissione di Gesù dalla sua stessa gente, dalla sua società, dal suo popolo. E’ diverso dunque è invitato a rientrare nei ranghi, ad allinearsi, gli è dato un tempo limite nel quel si trama segretamente, poi lo si condanna e lo si uccide. Con lui si trama, si condanna, si elimina la diversità, è cancellata la sostanza a favore della forma, che non è altro che il progetto borghese e perbenista. Ma l’eliminazione del Cristo ne accentua il fenomeno, lo diffonde, la diversità dilaga, diviene fede, credo. Successivamente quel credo per quel progetto borghese e perbenista diviene, viene ridotto, a precetto e qui se ne coglie il declino; se da prima la diversità è stata espressione di un’esplosione rivoluzionaria, ora diviene espressione di un’implosione reazionaria… E si ricomincia. Dio è il primo diverso, se poi siamo fatti a sua immagine e somiglianza è perché è diverso da noi e noi da lui, e noi tra di noi, da ciò ribadisco è il primo diverso, e noi i diversi. La diversità è stata assorbita, è divenuta precetto, ha perso le ali della sua libertà, è divenuta omologazione, la chiesa si è allineata: ma rimane la Chiesa che è fatta ad immagine e somiglianza di Dio, dunque diversa. Coraggio urliamo la nostra diversità, diffondiamola perché diversi, figli del DIVERSO.