VIVO IL FALLIMENTO.... LORO, NON MIO

21.08.2014 10:34

Carissimi lettori di Chiesa Controcorrente vi racconto l’affermazione pubblica, (dall’ambone della cattedrale, ad assemblea e clero riuniti, dopo la processione e prima del segno della Croce che da inizio alla celebrazione della messa crismale, il giovedì santo dell’anno corrente), del vicario generale della diocesi, che ormai voi conoscete con il nome di vicarione, in riferimento ai sacerdoti assenti alla celebrazione, additati come “coloro che vivono l’amarezza del fallimento”. Io ero assente volontariamente, ma non mi sento un fallito, e sarò assente dalla cattedrale sino al giorno in cui l’attuale vescovo lascerà la diocesi. In merito alla dichiarazione del vicarione ho pena, che un uomo, un prete si sia ridotto ad un’affermazione di così bassa lega, triste, ma la gravità maggiore va ricercata nel vescovo, che ha permesso, autorizzato l’uso dell’ambone da cui viene proclamata la Parola per questa affermazione che denota la totale mancanza di cultura cristiana da parte di chi l’ha proferita e di chi l’ha permessa. Entrambi hanno fatto emergere e predicato la cultura dello scarto che è stata denunciata e deplorata dal Santo Padre e l’inesistenza, della loro tanto predicata fraternità sacerdotale. Il vescovo non ha avuto il coraggio di accusare ma ha fatto accusare da uno dei suoi preti, ministri di Dio: questo è scandalo, questa è pietra d’inciampo, questo è segno di divisione, la distruzione del tessuto sociale del presbiterio. Da una parte i buoni, dall’altra i cattivi: puerile. Ora permettetemi di rivolgermi direttamente agli autori di questa triste storia, di questa farsa, commediola di provincia: comunque grave, amici di Chiesa Controcorrente.

Eccellenza reverendissima lei e il suo vicarione avete dimostrato di essere incapaci di gestire una situazione di disagio da voi stessi creata e indotta, avete dimostrato voi di essere in difficoltà non chi non ha partecipato alla messa crismale, avete dimostrato di non essere Chiesa. Se pochi o molti preti non hanno partecipato alla messa crismale il fallimento è il vostro, di una curia che è sempre più una SPA, incapace di dimostrare e vivere qualsiasi forma di fraternità e pastoralità alla ricerca del solo stare bene insieme. Il vicarione parla di fallimento e ha ragione, siano ben presenti i preti che sono stati portati via dal male di vivere, due sono quelli certi, mentre il clero, anche quello che era presente alla celebrazione crismale parla sottobanco di altri due, ebbene questi preti sono stati abbandonati a loro stessi.

Respingo quindi al mittente le accuse di fallimento!