DA UN “LIBERTINO” DIVERSITA’ E DISSENSO

11.12.2014 06:17

Nel celebrare la santa messa e nel recitare la preghiera eucaristica V/c del Messale romano si ripete “perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo” e ciò avviene  perché si legge: “la tua Chiesa sia testimonianza viva di verità e libertà, giustizia e pace”. Fa un certo effetto emotivo recitare ciò avendo davanti agli occhio già consacrati il pane ed il vino, cioè la Presenza reale del Corpo di Cristo, già presente nell’assemblea, seduto tra quei banchi ad assistere materialmente il sacerdote che solo si presta, e a parlare per bocca dei lettori nella liturgia della Parola, mensa anch’essa al pari di quella eucaristica. Il mistero avvolge, ti prende, ti rapisce, ti trasporta, ti trasforma sentendoti  parte di quella verità, libertà, giustizia e pace, sei, esisti perché strumento del bene. Il mondo nuovo, cioè non più contaminato, lo stesso mondo in cui vivo, ma pulito, respirabile, e ciò è possibile se i fratelli cristiani laici o chierici che siano lasciano emergere quelle virtù di cui sopra si è scritto, cioè lascino emergere la figura del Cristo che non si attende perché è Natale e non viene perché è Natale, ma perché c’è già. Chi copre un ufficio sappia che spesso, molto spesso il Signore si è seduto dall’altra parte della scrivania e non è stato riconosciuto. Nella Chiesa non ci sono solo le istanze d’emergenza sociale, quelle che ci fanno sentire a posto con la coscienza, ci sono quelle comportamentali che riguardano noi personalmente, quelle che fanno male, che non ci fanno sentire a posto con noi stessi. Lì è presente il Signore. E’ quando ci sentiamo indegni che siamo più degni. Si avanza nella comprensione quando ci si concentra di più. Il mondo nuovo non inizia subito con l’amore, è cattiva educazione indirizzare subito in quella direzione, inizia con la comprensione dunque con la tolleranza, e i campi sono molteplici per esercitare ciò: primi fra tutti la diversità e il dissenso. Gesù libero pensatore, dunque, per dirla come ai tempi di Pascal “libertino”, porta alla nostra attenzione la sua diversità ed il suo dissenso cioè dà testimonianza viva di libertà, verità, giustizia e pace come saggiamente e intelligentemente il liturgista fissa nella preghiera eucaristica V/c del Messale romano.