SMODATO EVENTISMO

18.11.2015 08:28

Esploriamo anche oggi la sintesi del card. Bagnasco riferita al Convegno di Firenze commentando il paragrafo n. 2 dal titolo ,” Il bisogno di salvezza da parte di un’umanità fragile e ferita “ e attualizzandola alla nostra realtà biellese .  Quando, il segretario della CEI , riporta alcune affermazione del Prof . Magatti sul nostro modo di vivere  quali : “il profondo senso di solitudine e abbandono “ o “ un sentimento di vuoto , legato alla mancanza di mete alte e di persone con le quali condividere obbiettivi e impegnarsi per conseguirli “ oppure “ quanti passano buona parte delle loro giornate  in mezzo agli altri , ma senza conoscere in modo profondo alcuno e senza essere da alcuno conosciuti nella loro intimità “ e dulcis in fundo il sorgere di “un disagio profondo e insoddisfazione …… “ da cercare “  … nella miseria culturale che hanno respirato , nella carente o del tutto assente educazione spirituale umana che ha fatto mancare la percezione e l’esperienza dei valori più genuini e non ha guidato a essi “ , e siccome l’ambito a cui sono state proposte è cattolico mi chiedo se i nostri delegati alla sera a tavola o dopo cena nel momento di gustare ( o trangugiare ) più l’amaro che la tisana , conoscendo i preti , hanno sentito la necessità di rivolgersi a monsignore ed al pastoralista che lo accompagna per chiedergli se entrambi ,  non si fossero sentiti , non in colpa ( quelli non conoscono mai la colpa , anzi , quelli sono maestri nel far nascere negli altri i sensi di colpa ) , ma responsabili di una decadenza che sta venendo a galla e che per anni hanno nascosto , tenendola immersa , ma che ora per un intervento divino , per grazia di Dio , viene a galla , emerge . In quella cultura dominante offerta ai giovani , ma in generale a tutti , evidenziata dal relatore e sottolineata dal cardinale , c’è anche la Chiesa . Da noi , in una diocesi provinciale e decadente che cerca nel sensazionalismo l’autoaffermazione ( conio una parolaccia “ nello smodato eventismo “) questo è molto più evidente che in una grande diocesi , assorbita da reali problemi di “ sopravvivenza “ tra i suoi fedeli , mentre da noi si vivono effimere e irreali banalità che sfociano in ciò che io vado predicando da tempo e che non io prete , che ha conseguito il diploma da geometra che porto impressi 35 anni di professione , 28 da padre di tre figli , 15 di matrimonio , 16 di vedovanza e solo tre e mezzo da prete  ( ripeto io l’ho già fatto e prima di loro ) ma pezzi da novanta , il cardinale segretario CEI , e uno stimato professore concertano che oggi si è spinti ad accettare che il tempo sia denaro , infatti molti preti siedono nei CDA di banche e associazioni , e maneggiano e gestiscono e si preoccupano non  solo di denaro ma fiumi di denaro, e caricano sugli altri , sui fedeli il fardello degli anziani e degli ammalati , incaricandoli di fare il giro degli ospedali , delle case di riposo o delle case private  ad incontrare gli ammalati e a portare l’Eucarestia ( usano e abusano i ministri straordinari dell’Eucarestia ) . Amano le persone efficienti , non quelle che deficitano di efficienza , per queste ci sono giornate particolare inserite nel loro vasto programma , per il resto amano gli efficienti , gli amministratori , da noi i pensionati di lusso pagati e i volontari rimborsati , gente per bene , top model a servizio del bene loro e di quello del prete . Come fa notare il cardinale , questi fatti ( non me ne ero accorto , né l’hanno evidenziato per noi i delegati a Firenze ) hanno l’effetto di scartare e sopprimere una vita improduttiva ( dunque in un ambiente calvinista come il nostro)   giudicata anche imperfetta , pensiamo a coloro, ad esempio, che sono privi di lavoro o che lo hanno perso a cui i pensionati di lusso lo portano via , sopprimono cioè una vita o più vite , uccidono la dignità di un uomo e questo secondo il Santo padre . Spero che i delegati ,che da venerdì scorso sono tornati in questa borghese, perbenista e decadente realtà e che hanno il dovere ( o dovrebbero ) di diffondere le novità del Congresso , passino una giornata tra curia e seminario a ricordare a questa gente che il loro posto è a casa loro a disposizione della moglie e dei nipoti , poi salgano la scalinata che immette ai piani alti del Palazzo e ricordino le parole dei relatori del Congresso al faraone ed ai suoi ministri sensibili ai problemi sociali tanto da attivarsi per un lustro a raccogliere soldi per mettere insieme una massa di bigiotterie e cianfrusaglie luccicanti per auto compiacere auto compiacersi  . Beni materiali ….. la vita per questa gente sono  i beni materiali , come si legge nell’autorevole sintesi , il rifacimento parziale della piazza del Faraone , la  ristrutturazione parziale della cattedrale , il rifacimento dello sproporzionato altare della cattedrale , il ritratto con stemma del busto del faraone , lo smodato uso del cibo , delle ricercate bevande e dei viaggi alla faccia dell’Associazioni per la formazione del clero , vita non certamente sobria alla ricerca dei beni materiali . Infine l’abbandono , il cavarsela da solo o sei amico di qualcuno che conta o ti arrangi , il pastoralista come il vicarione il number one dei preti hanno ottenuto tutto e l’ oltre dai contributi CEI e dall’otto per mille alla faccia ( scusate , ma mica tanto , l’espressione ) dei confratelli che da anni e per anni non hanno ottenuto né otterranno un tubo , perché non sono figli di papà . E poi dicono che sono anticlericale . Eppure porto l’abito , come nessuno in diocesi e do voce a chi non ce l’ha , parlo per chi non osa , per chi è stato educato a tacere .

E’ tardi domani finirò il secondo punto parlando dell’intervento del prof. Lorizio .

L’impressione che i delegati , come il pastoralista si siano fatti prendere anche loro dalla fregola , ma della letargia