IL MOVIMENTO DELLA VITA? LITIGI E DISSENSI

12.06.2015 09:27

In Atti al capitolo 15 esimo leggiamo che Paolo e Barnaba apostoli, di quest’ultimo in questi giorni si celebra la memoria, scrive Luca si opponevano risolutamente e discutevano animatamene contro costoro, diversamente è tradotta con: ne nacque una controversia assai animata con costoro; il problema è la circoncisione per i pagani divenuti credenti, tema del primo Concilio ecumenico di Gerusalemme che Luca ne descrive così il clima: dopo una vivace discussione… Ma più avanti troviamo questa annotazione di Luca sul rapporto Paolo Barnaba (ripeto apostoli): “vi fa un grosso litigio così che si separarono” in altra traduzione “ il dissenso fu tale che si separarono”. Prendendo una versione o l’altra la sostanza è che per fortuna litigi e dissensi caratterizzano la prima comunità cristiana. Dico per fortuna perché dove non c’è dissenso, non c’è litigio non c’è vita, la Chiesa è fatta così perché fatta di uomini, è solo  quando si va a parlare con monsignore, a palazzo, che si scopre che tutto va bene, che ci vogliamo tutti bene, che le decisioni si prendono solo all’unanimità, che il clero è unito, non ci sono screzi né divisioni, né antipatie, né controversie. Siamo dunque come la parrocchia del Duomo dove tutto procede così all’unisono, nella massima concordia tanto da essere citata come esempio a tutte le parrocchie della diocesi da monsignore, che ci si può permettere di spettegolare notte tempo, nella piazza della cattedrale, in armonia e concordia. Spesso i miei figli mi hanno chiesto ciò che più mi manca di mia moglie (della loro mamma) ed io a dirgli che ciò che più mi manca sono quelle belle litigate, in cui possono “volare” anche parole grosse (non capita certamente nelle famiglie delle top model) e dove si possono prendere anche direzioni opposte per poi godere del riavvicinamento, del reincontro che sfocia poi nell’unità. Io sono un comune mortale come Paolo e Barnaba, la farisaica perfezione la lascio al faraone e ai pettegoli di piazza del faraone. In fondo nella mia visione distorta della vita, nella mia profonda e inguaribile malattia mentale, nel mio perenne esaurimento ho capito che c’insegnano un’altra Scrittura!