LA MAESTOSITA' DELLA PRESENZA

15.11.2016 10:27

Domenica scorsa sono salito , come è mio solito fare , in montagna . Dopo la salita , quando la strada si fa piana , quando si cammina in quota , recito il Santo Rosario che mi accompagna alla meta …. prossimo alla meta concludo con il Salve Regina . Ho camminato avvolto dal silenzio e , in questa stagione , dalla solitudine …. solo , se escludo la presenza del Signore e del …. mio cane . La maestosità della montagna era schierata davanti a me e io ho penetrato quella maestosità e penetrandola mi sono sentito parte , sono divenuto parte , un tutt’uno . Udivo di tanto in tanto il rumore dei miei passi , a seconda del mio camminare sull’erba del ciglio della strada o nella ghiaia e qualche volta distinguevo lo sbattere delle ali dei corvi che solcavano il cielo portando qualcosa di indistinguibile nel becco ….. o nel camminare nei pascoli , improvvisamente sfrecciavano dall’erba , verso l’alto , piccoli uccelli di cui ignoro la specie con un frullare d’ali . In lontananza alcune volte riuscivo distinguere le sagome di fulvi caprioli tagliare i costoni alti della montagna in fila indiana a capo basso , guardinghi . Non si udiva rumore di progresso , ne scorgevo solo le macchie giù in basso , la città , i paesi , le strade i ponti e i cavalcavia , mentre in lontananza all’orizzonte svettava maestoso il Monviso con i suoi quasi 4000 metri e il suo profilo piramidale sempre innevato . A seconda del vento , si potevano udire o le campane che “ raccoglievano “ i fedeli a Messa , qualche latrato di cane e i campanacci che le mucche portano al collo , ma poi una folata di vento mi isolava dal rumore del mondo e riportava il suono , che è quiete , del silenzio . Lungo il percorso ogni volta che mi cimento nella salita , osservo attento le baite , ormai disabitate , lasciate piano , piano a deperire , come un corpo umano …. piano , piano vanno incontro al disfacimento , alla decadenza , la loro sagoma si trasformerà in un cumolo di rovine, un cumolo di pietre , sassi , solo sassi sparsi qua e là . Quanta fatica nel costruirle , secoli fa , sudore , sacrifici lungo quei sentieri , alla ricerca della pietra che manca ….. e quanta poca fatica si fa oggi nel lasciarle rovinare oggi che sono raggiunte da strade carrabili e da mezzi …. è un paradosso …. ma è la logica del mondo , di questo mondo , del nostro mondo …. Osservando quelle case completamente fatte di pietra , che da lontano quasi non si scorgono , rispettose dunque dell’ambiente in cui sono calate , penso a come potrebbero essere utili e significative se abitate da uomini di Dio , uomini che scelgono la separazione dal mondo per vivere un’unione più stretta con Dio : gli eremiti . In Italia , in tante Diocesi , grazie alla sensibilità dei loro Vescovi questi uomini e queste donne vivono la loro vita e la loro missione , testimoniano il diverso , l’essere diverso . Non cenobi in posti agevoli , ma eremi in posti non sempre agevoli anzi disagevoli e stili di vita estremi , per una forte testimonianza . La vita religiosa non è solamente incentrata allo scoprire Cristo negli altri nei modi caritativi tradizionali , vi sono modi caritativi non convenzionali che cercano il Cristo nella solitudine , nella continua preghiera , nell’ adorazione e nella prostrazione , nel più profondo silenzio che è dialogo continuo e presenza continua della Presenza . Siamo oltre ciò che abbiamo visto rappresentato nel film Il Grande Silenzio , siamo all’esperienza dei Padri del deserto e i nostri giorni sono quanto mai indicati e propizi …. il segno dei tempi va in quella direzione e … attenzione a non coglierlo ….. è senza dubbio una responsabilità . Il segno è l’allontanamento per attirare a sé , come il Cristo che sale sulla Croce per attirare a sé …. il gesto è eclatante e per questo catalizzante . Si deve avere il coraggio di compiere il gesto eclatante , che faccia clamore , susciti curiosità e anche perplessità … è l’allontanamento volontario dal sistema , ma per fare nuovo il sistema . E’ il messaggio del Cristo che oggi è messo da parte , volutamente nascosto , un dato oggettivo che viene coperto dall’oggettività della socialità . La Chiesa è anche quello , è soprattutto tutto di quello che spalanca le porte a Cristo e che è inscritto nel cuore di ognuno di noi ,in questo modo il dialogo è personale . Quando sentiamo dire che la Chiesa è l’opzione per i poveri bisogna saper rispondere che è anche , ma non solo … così vale per la spiritualità , anch’essa è anche , ma non solo . Ma soprattutto la Chiesa deve saper leggere il cuore dell’uomo , come una madre , e indirizzare là dove porta il cuore e non la convenienza o l’opportunismo o semplicemente la moda ….. il così fan tutti … spessissimo la strada , la direzione è quello che nessuno fa , è quello che da tutti è scartato. Lo scartato da tutti , l’abbandonato spesso lo si identifica , per opportunismo , con uno stereotipo , mentre non è così , quando si parla di persona non si parla di stereotipi , ma del caso , del caso singolo , del diverso , del non omologato . Oggi inizia una giornata particolare , il tempo mi aiuterà ad osservare la fallibile giustizia umana ….. e la decadenza delle istituzioni , ma la Grazia mi terrà con i piedi a terra cioè , nel silenzio e nella maestosità della Presenza .