CERTO CONSENSO CREA DEFEZIONI..

01.06.2016 08:11

Ho appreso la notizia che il Vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi , benchè cinque studenti di teologia fossero pronti per l’ordinazione presbiterale prevista in maggio , non saranno ordinati per volontà del loro stesso Vescovo in quanto non ritenuti ancora maturi per essere inviati alle comunità . Un gesto significativo , di umiltà e di coraggio che porterà sicuramente buoni frutti alla diocesi che ha dato i natali ad un Papa , il Papa dell’ultimo Concilio , ma non solo , infatti tra il clero bergamasco sono stati consacrati 61 Vescovi , 22 dei quali tutt’ora in servizio in tutta Italia . Il clero conta 789 unità su circa 1.110.000 abitanti la diocesi , uno ogni 1400 persone . La fonte da cui ho tratto questa notizia evidenzia che in Italia la chiesa è frequentata solo dal 12% degli italiani . Questo ultimo dato lo rendo noto, perché qui in diocesi tra le famiglie modello , i pensionati di lusso , i preti modello , i buoni fedeli è invalso l’uso di accusarmi che il sito , che appartiene a voi cari amici di Chiesa Controcorrente , provoca scandalo , con la conseguente disaffezione di fedeli , sono io la causa delle defezioni nelle Chiesa locale . Riflettano sul dato di frequenza e abbiano il coraggio di trarre la conclusione che non è il dissenso che provoca defezioni , ma il consenso di categorie e classi di gente che allontanano il santo popolo di Dio dal loro credo . Quel consenso con cui i preti si fanno scudo o si coprono , come la coperta di Charlie Brown , è causa di dissenso , riduce al 12% la frequenza di italiani nelle chiese . La nuova evangelizzazione deve dunque partire con l’azzeramento delle classi dirigenti ( preti e fedeli laici ) almeno nella diocesi di mia appartenenza . Con troppa facilità i candidati al presbiterato vengono formati e ordinati e tra questi ci metto anche quella che è stata la mia ridicola formazione . La serietà è messa in dubbio , ciò che spinge all’ordinazione è la necessità , l’ossessione del numero , il discernimento non è più attuato , né attuabile dunque …… oves et boves ! I candidati al sacerdozio sono accolti e considerati come pedine , rattoppi , pezze che devono chiudere una falla .Il mio ricordo corre a quando ero bambino , le biciclette erano dotate di un borsellino in pelle appeso dietro la sella contenente , le pezze ricavate da una vecchia camera d’aria ed il tenaccio per fissare la pezza sulla camera d’aria , compressa tra il cerchione ed il copertone , quando capitava l’inaspettata foratura . Il nostro seminario cittadino chiuso da questo vescovo , venuto a chiudere più che ad aprire ( la prima chiusura è stata l’incomunicabilità con buona parte del clero ) può essere paragonato a quel borsellino appeso dietro alla sella della bicicletta , un contenitore di pezze da appiccicare in caso di necessità . Il Vescovo di Bergamo che non è il vescovo di Biella e che , a dispetto di quest’ultimo , ha a cuore il santo popolo di Dio a lui affidato e i suoi seminaristi , ha ritenuto di avvalersi di ulteriore tempo per discernere , atto da noi abolito , eluso , perché formatori e vescovo sono angosciati dal numero dei sacerdoti e non dalla loro qualità , quindi dalla loro formazione e, l’ordinazione programmata per questo mese, ne è prova di quanto dichiaro . Negli ultimi anni questo vescovo con il placet del suo consiglio episcopale ha conferito l’ordinazione presbiterale a candidati provenienti da seminari di altre diocesi nei quali , chissà perché , non avevano portato a termine il loro programma di formazione e che , portato poi a termine nel nostro , hanno dimostrato tutta la loro ingestibilità . Questo fatto dovrebbe fare riflettere , perché da questo si deduce l’incapacità al discernimento , ovvero la scelta di candidati con l’unico scopo di rimediare alla carenza del numero di preti e non ad un piano pastorale serio ; a ciò si aggiunga il poco rispetto verso i fedeli e verso il santo popolo di Dio a lui affidato . La frittata è fatta , il latte è versato , il clero formato in questi anni sotto l’egida di questo vescovo è ad un livello culturale e spirituale insufficiente , poco , molto poco formato , a riprova di ciò è il numero dei licenziati che dopo il loro programma di formazione culturale , hanno proseguito gli studi , presso le sedi delle facoltà teologiche credo che il vescovo debba rendere conto di ciò . Ciò che si presumeva fosse l’eccellenza biellese si è manifestata come deficienza biellese e la formazione teologica e spirituale ricevuta nel seminario cittadino si è dimostrata carente e priva di serietà ,mi riferisco a quella formazione casareccia conferita a me e a molti candidati al sacerdozio negli anni ( e sono 12 ) della mia frequenza . Non per altro si è chiuso il seminario cittadino e si sono inviati i candidati in strutture formative autorevoli , resta comunque la volontà di “ fare da noaltri “ come si dice a Roma, dunque ancora una volta l’eccellenza biellese sale in cattedra per inventare un modo casareccio per impartire un sacramento ( che è non una banale elezione ) aggirando , se non le prescrizioni per l’ordinazione di un presbitero , il buon senso . Si comprende pienamente dunque il buon senso del Vescovo di Bergamo , ma si comprende altresì anche il crollo della frequenza in Chiesa al 12% del nostro popolo , dunque segno dei tempi è la ricerca della serietà , delle cose ben fatte costi quel che costi .