CON I GUANTI BIANCHI

16.12.2015 08:16

Sfogliando il giornale cattolico locale che celebra l’apertura presso la cattedrale di Biella della porta giubilare, detta Santa , mi sono imbattuto nelle fotografie scelte per documentare la giornata , sono una ovvietà , dicono molto  del sistema chiesa ( come al solito lo scrivo con la “ c  “ minuscola ) di questa città ben diverso dalla Chiesa Una , Santa , Cattolica e Apostolica che i fedeli cristiani , credono e pregano .

Non appartengo ad una istituzione che designa due persone fresche di parrucchiere ed elegantemente vestite in guanti bianchi che aprono dall’interno una porta che avrebbe dovuto essere solo spinta , per teatralità , per volontà di un copione redatto da un regista piuttosto mediocre . Ricordo anni fa quando lavorando in Arabia Saudita , nell’occasione dei mondiali di calcio del 1982 , fui invitato ad assistere alla partita che vedeva impegnata la nostra Nazionale con l’allora quotato e favorito  Brasile . Sappiamo tutti , è storia , come si concluse quell’incontro , che ricordo con molto piacere , come non ricordo con piacere che nel “ circolo italiano “ di Jeddah il personale addetto al servizio era costituito da somali ed eritrei ( conoscenti delle lingua italiana ) che indossavano tutti , oltre la giacca bianca con bottoni dorati , guanti bianchi . Indignato non mi fermai per guardare la partita , ritornai alla mia baracca , al campo , dividendo quella notte stellata con gli operai della fornace nella quale svolgevo le mie mansioni di geometra . Dopo tanti anni trovo la stessa situazione nella mia città , presso la mia cattedrale , trovo degradante fare indossare i guanti bianchi per aprire una porta detta anche “ santa “ quando si consegna nelle mani delle persone il Cristo , in Pane della vita , perché per Sua volontà ha voluto che la persona lo toccasse , lo conservasse per attimo , lo vedesse , lo ammirasse nella sua semplicità e bontà , e durante una funzione sacra si fanno indossare i guanti bianchi ( non certo consigliati dalla liturgia ) per aprire una porta ad un comune mortale che veste i sontuosi abiti della povertà evangelica ? Sono indignato . A parte che nessuno doveva essere dietro quella porta , di legno , che non è  certamente la pesante porta di bronzo della basilica  di S.Pietro , dove ad aiutare il Santo Padre sono stati posti due diaconi e non certo con le mani ricoperte o foderate da guanti bianchi . Ma monsignore , vero faraone , è abituato  a palazzo  a farsi servire, come lui stesso ha ammesso , ma il figlio del falegname è venuto per servire non per farsi servire ed abolire queste differenze , è venuto a dare dignità non a toglierla . Mi chiedo come mai il “ gigante della carità “ cioè il nano delle elemosine non ha piazzato due migranti , al posto dei due distinti signori , sarebbero stati più di effetto , ma l’effetto l’hanno sortito ugualmente quegli anacronistici guanti bianchi ; dunque il capo della chiesa locale deve essere servito in guanti bianchi .

Trionfalmente il giornale diocesano ,molto partigiano , ci informa sul numero dei partecipanti  “ oltre 1.000 per celebrare la forza della Misericordia “ titola trionfalmente , dimenticando di spiegare che quei “oltre 1000 “ sono persone , non patate e cote ( come direbbe la mia maestra elementare ) ma si sa che il giornale diocesano è al servizio della Maria Elena Boschi del Favaro e che lui , la parola persona , l’ha sostituita con la parola pedina ecco perche fa indossare i guanti bianchi , ordina di indossare i guanti bianchi ,perché una pedina non ha identità, né personalità è un pezzo di un ingranaggio o di un puzzle nelle mani del manovratore , del giocatore , di colui che muove ; e poi si abbia il coraggio di evidenziare la sproporzione tra i numeri 1.000  e 182.325 che è il numero degli abitanti ,  dato attinto dal sito  della provincia di Biella i cui confini geografici sono pressappoco simili a quelli della diocesi . Il gigante della carità polemicamente una sera bollò come non rappresentativa una l’assemblea cittadina ( della sola città per la discussione sulla piazza del faraone ) composta di 100 cittadini raffrontandoli ai 170.000 dell’intera provincia  ( prova della scarsa conoscenza del territorio ).

Un flop dunque, l’inizio di questo Giubileo in terra biellese e dire che per alzare il numero dei partecipanti o delle pedine ( per dirla alla maniera delle Maria Elena Boschi del Favaro ) hanno pensato di mettere lo spettacolo al pomeriggio , per il clero non c’era la scusa delle celebrazioni e le truppe fedeli potevano essere tranquillamente cammellate . Lo dico , con un certo orgoglio , hanno raccolto più persone le esequie di mia moglie , infatti erano presenti circa 1000 persone e 13 preti . Quello fu un momento di Chiesa , non perché fosse mia moglie , ma per la commozione , la partecipazione , le tanti comunioni per una donna del popolo , che non aveva fatto nulla di speciale , che è poi lo speciale , l’amore e la cura per la sua famiglia ed il rapporto intimo con il Padre …….. non avrebbe mai approvato i guanti bianchi , simbolo di schiavitù , negazione di libertà e di giustizia .

Le immagini impietose offerte dal giornale diocesano raffigurano la poca gente contenuta dal cordone delle forze dell’ordine , mentre anacronisticamente i mantellati in processione varcano la soglia della cattedrale  , lo ripeto per dovere di cronaca , questa è la documentazione ripresa giustamente , e di ciò ringrazio , dal giornale diocesano locale . Lunedì scorso l’altro giornale, l’anticlericale “ Eco di Biella “  ( come ebbe a dire un diacono quando questo , nel rispetto della libertà di opinione , cosa che il giornale diocesano nega , pubblicò delle mie lettere al Direttore ) è stato più sobrio , perché al santo Padre , ma  a Dio stesso , le sparate , i sacrifici pubblici sulle are dei mass media non sono graditi , è finita l’epoca dei guanti bianchi e dei colletti bianchi , questa gente è già stata spazzata via dal vento dello Spirito di riforma  , di loro sono rimasti solamente  i guanti bianchi e le tante immagini che li ritraggono perché devono vedersi ritratti ( ecco perché il faraone si è già esposto nella galleria del suo palazzo )   per rendersi conto che esistono , devono documentare la loro esistenza perché se non si vedono ritratti o rispecchiati  non si percepiscono non sanno chi sono , perché sono talmente lontani dalla realtà , dalla quotidianità , sono così dimenticati dal santo popolo di Dio che hanno bisogno di riscattarsi …….. il popolo non li segue più perché ha percepito che non sono più innamorati , che non sono più , o forse non lo sono mai stati , capaci di amare , che non sono più capaci di poesia .