DON MILANI DOCET

06.10.2016 17:03

Costretto aletto da un esame invasivo durante il mio ricovero , ho seguito i programmi televisivi e le notizie dei telegiornali sul referendum che si terrà , nel nostro Paese , il 4 dicembre prossimo . Gli schieramenti sono delineati e ciò che emerge è la spaccatura , la divisione di questo Paese , a questo punto senza più leader né classe politica , né tanto meno una compagine governativa . Siamo allo sbando , non esiste più una condotta quindi nessuna oggettività , ma solo la voglia di prevaricare uno sull’altro , la legge della giungla , insomma quel “ macho “ e omofobico , vinca il più forte , con conseguenza caduta di stile dei ministri e del suo presidente che vanno a incontrare istituzionalmente , ma con un linguaggio da mercato rionale , realtà amministrative con finalità partigiane , di parte . Da un ministro della Repubblica esigo che non usi il suo ruolo istituzionale per far emergere solo il suo pensiero , quando non il suo ego , perché è ministro del Paese , del fronte dei “ Si “ e di quello dei no “ No “ , sarebbe da signori (ma signori si nasce e non si diventa ) che ,soprattutto la compagine governativa , si astenesse addirittura da far trapelare la propria preferenza , esercitando il dovere di non influenzare l’elettorato e tenendo presente che vale sempre il principio della segretezza del voto, a cui poi spesso senatori e deputati per particolari votazioni in si appellano alla segretezza del voto . Sono sempre più convinto , e per chi mi legge sa che non nascondo la mia convinzione ( che è poi quella marxista , ben non essendolo ) , che la società è divisa in classi e che queste fra di loro sono in lotta una lotta vecchia come il mondo … e che la politica fa leva su questo … e che i politici appartengono alle classi più agiate e non certo a quelle più deboli . Appartenere alle classi più agiate , elevate , significa governare , comandare , per mezzo delle classi più deboli che non potendo esprimere loro rappresentanti delegano chi, delle classi agiate , si presta a rappresentarli . Questo prestarsi è un raggiro, e le classi deboli si fanno sempre raggirare , perché ignorano , per ignoranza … don Milani docet e “ Lettera ad una professoressa “ evidenzia anche questo realtà che in sé è un dramma insieme ad una ingiustizia . Le classi deboli difficilmente sono veicolate verso l’unità ; in campo politico , sono veicolate a scegliere ( dunque indotte ) i loro rappresentanti che sono borghesi e spesso capitalisti dunque coloro non che rappresentano e non rappresenteranno mai le classi deboli . Questa è storia ……. La voce di Dio , la Parola di Dio è l’unica alternativa , quando è voce di Dio , quando cioè è quello condizione che leggiamo nel capitolo 23 del Vangelo di Matteo , che volutamente cito ma no trascrivo non cito affinchè si senta la necessità , lo stimolo di andare a leggerlo in toto ….. Il santo Padre sa quanto i confratelli della sua Congregazione , da secoli , ovunque , ma soprattutto nella terra di missione dell’America Latina hanno donato ,evangelicamente , la loro vita per rappresentare le classi deboli , per servire le classi più deboli , per rappresentare le classi più deboli , come ha fatto il Cristo , seguendo la via tracciata dal Cristo ….. via , verità , vita …… criticamente hanno rappresentato gli ultimi … il popolo … perché vox populi , vox dei , e non si può non ascoltare o giustificarsi nel sostenere che non si è sentito l’urlo del popolo , cioè l’urlo di Dio . Il nostro Paese non è dissimile all’America Latina , affermazione che ha scandalizzato i salotti bene frequentati dalle classi bene , di cui fa parte soprattutto la sinistra elitaria , radical scich , coloro che siedono in Parlamento ….. è vero la dittatura non è proclamata , ma la nomina di tre Capi di governo in questi ultimi due 2 anni e mezzo , senza passare dal voto popolare , ma a nomina diretta non mi sembra simile alla scelta del governo Inglese o a quello tedesco o francese o a quello americano …. paesi questi che ridono di noi , ma che non violano le loro Costituzioni perché Paesi civili legati alle loro tradizioni e ai loro ideali …. c’è da apret delle nostre istituzioni la volontà di imitarli , perché questa classe politica non ha identità , è priva di identità …… è incapace di identità ….. il passaggio da un gruppo all’altro , da un partito all’altro dei parlamentari della nostra Repubblica , questo valzer continuo , questo scambismo , è la prova che chi ci governa è una classe unica : la borghesia , che di mestiere fa affari e per fare affari deve investire , cioè comprare , dunque compra tutto ciò che si interpone alla sua marcia trionfante , è una macchina per comprare …. ecco le promesse della compagine governativa ….. panem et circenses ( populismo? ), ma soprattutto nessuna rappresentanza popolare , ma partiti popolari perché si confonda il popolo . Oggi , l’unica compagine parlamentare popolare eletta dal popolo è il movimento 5 stelle , e la reazione è che la classe borghese che da sempre occupa il Parlamento è terrorizzata di sedere accanto a degli extra comunitari , perché sono quei giovani ragazzi gli stranieri , stranieri di casa nostra , perché il popolo per la classe dominante è lo straniero , lo sconosciuto di cui , per reazione , avere paura …… e questo è il vero razzismo , quello che è sempre esistito da chi ritiene di essere , nei confronti di chi ritiene che no sia , il popolo non è , dunque deve delegare , non sempre nella storia il voto era esteso alle classi popolari , ritenute non degne di sedere in Parlamento . Sui migranti , sugli extra comunitari si fanno i soldi , ma sul popolo che inizia a dilagare nelle aule parlamentari c‘è timore , timore che la classe , la casta perda le sue poltrone . Storicamente siamo alla vigilia della Rivoluzione Francese , quando tra la gente affamata serpeggiava il motto , libertà , uguaglianza , fraternità , mentre il re Sole attorniato dalla sua nobiltà vivevano mantenuti dal popolo tra le orge di Versailles . Questa classe politica sembra sempre di più alla nobiltà di Versailles , dove l’uso del profumo sopperiva al fetore del sudore di chi, per inedia , aveva perso l’uso di lavarsi .