MOTU PROPRIO

06.06.2016 08:11

Motu Proprio , è sicuramente e interessante e come santo popolo di Dio staremo ad osservare la sua applicazione . Io come prete ho denunciato poche settimane fa un confratello missionario , le cui malefatte erano già state segnalate al vescovo della mia diocesi , da altri due sacerdoti che si erano recati di persona in Brasile per controllare l’operato del missionario che la giustizia brasiliana ha condannato per abusi su minori reato poi prescritto . Rientrato poi in diocesi , dal vescovo gli è stato conferito un incarico pastorale … vicario parrocchiale . Inoltre , in una intervista fiume rilasciata dal vicario generale , questi dichiarava che anni fa ,se non erro nel 2003 in tre , vescovo , lui ed il direttore della locale Caritas avevano percorso 20.000 Km in Brasile per controllare che i soldi raccolti per le missioni biellesi fossero stati bene investiti . La mia denuncia , un semplice articolo sul sito Chiesa Controcorrente che senza fare nomi ha fatto scattare una rapida inchiesta , ha portato alla ribalta della stampa locale , vecchi articoli pubblicati su giornali nazionali della taratura del Corriere della Sera e le sentenze di condanna a cui è succeduta la sentenza di prescrizione per decorrenza dei termini di un prete biellese missionario in Brasile. Il consiglio episcopale di questa diocesi , la diocesi di Biella , ha fatto uscire un comunicato in cui dichiarava innocente il missionario e ne negava il conferimento dell’ incarico di vicario parrocchiale , meglio conosciuto come vice parroco quello che ha cura solitamente dei giovani e dei bambini dell’oratorio . Non contenti di questa difesa ad oltranza , mi hanno minacciato , in quel comunicato pubblico , di querela . Forse , consigliati da un legale , controllati gli articoli dei giornali nazionali e soprattutto le sentenze , il consiglio episcopale nella persona del vicario generale ha ritrattato tutto attraverso due articoli , uno sul bisettimanale diocesano e l’altro sul giornale locale che per primo ha fatto ricerca, stimolato dal mio articolo . Dunque il prete era stato condannato dunque non era innocente , ma la sua condanna era prescritta , inoltre era stato nominato vicario parrocchiale al suo rientro in Italia , tanto da essere iscritto nell’annuario diocesano del 2015 alla pagina 59 . La scusa ( degna del meglio di Ponzio Pilato ) che ha addotto il consiglio episcopale è che si sono fidati delle notizie avute dal presule della diocesi dove operava il missionario , Borba , scuse un po’ labili , gravemente inconsistenti , tenuto conto che la stampa nazionale era al corrente del fatto tanto da pubblicare la notizia della condanna , mentre le sentenze sono pubblicate e consultabili su internet . Ora si vantano di avere avviato la richiesta di riduzione allo stato laicale , ma rileggete , sul sito , le parole di elogio spese per quel personaggio dal consiglio episcopale ( vescovo , vicario generale e 2 vicari episcopali ) . La “ longa “ mano del potere religioso nella persona dei singoli componenti del consiglio episcopale , all’indomani della pubblicazione del loro triste e non veritiero comunicato , hanno , indotto , con le loro false comunicazioni un giornale locale laico ad uscire con il titolo a tutta pagina che a Biella non esistevano preti pedofili . Anche di questo non sono d’accordo ed il vescovo conosce almeno un'altra situazione diciamo scabrosa di un suo prete , forse due . Tempo fa un fedele che frequenta la parrocchia in cui opera in cui opera uno di questi due preti , mi scrisse ( e lo contattai telefonicamente) che chiesta udienza al vescovo per chiedere spiegazioni circa la presenza di quel prete in quell’oratorio che suo figlio , adolescente , frequentava , fu invitato , pena una querela , di evitare approfondimenti e a spostare suo figlio in un’altra parrocchia . In ultimo , sarebbe auspicabile una seria indagine a 360 gradi sull’operato dei nostri missionari , condotta da inquirenti esterni perché non è affatto chiara la loro attività , ed il loro rocambolesco rientro . Inoltre in quei 20.000 Km. percorsi nel 2003 da vescovo , vicario generale e direttore caritas ( questo poi per anni , per un mese all’anno ha prestato servizio nelle missioni biellesi ) non è emerso nulla di ciò che era accuduto e che stava accadendo sotto i loro occhi , a riprova di ciò che affermo sono gli abusi che risalgano all’anno 1993 , mentre l’articolo del Corriere delle Sera reca la data del marzo 2013 . Alla luce di ciò , prima che la istutuenda commissione del Motu Proprio inizi ad indagare , ri – chiedo , perché le ho già richieste , le dimissioni del vescovo della diocesi , del vicario generale e dei due vicari episcopali ….. le motivazioni , oltre una manifesta incapacità di governo , vanno ricercate nell’incapacità di assumersi le proprie responsabilità incolpando il Vescovo della diocesi brasiliana scaricando su altri quel letame che per anni ha imbrattato i sacri paramenti di questa diocesi . E non è finita qui …. e il vescovo lo sa ……