VIZI PRIVATI E PUBBLICHE VIRTU'?

24.10.2015 09:13

Vorrei rispondere a quanto la giornalista del giornale diocesano , ha affermato sulla presenza di monsignore alla presentazione della mostra “ Losana e Rosmini . Due amici per il Biellese “ che si è tenuta a Palazzo Gromo Losa  . Nel lungo articolo , oltre mezza pagina , con allegate due fotografie , si legge : “ A benedire l’iniziativa con il suo carisma il vescovo di Biella ……… “ .  La giornalista è partigiana , scrive per il giornale di monsignore e questo lo si capisce , dall’enfasi con cui descrive il suo “ editore “ ma mi chiedo se nello scrivere ha osservato attentamente le fotografie scelte per accompagnare l’uscita dell’articolo . In quella di destra a campo stretto , monsignore è immortalato seduto a fianco del presidente della fondazione della locale banca fondata dal Vescovo Losana , che con altri partner è  stata una delle promotrici delle mostra  . Scegliere dove sedersi è sicuramente una scelta personale , ma è indicativo di un modo di essere , il posto sarà anche stato riservato , ma è scelta dell’ospite che se non dimostra  personalità si lascia gestire , se dimostra personalità gestisce . Il Papa , che di personalità ne ha da vendere , non vive a Palazzo , mentre il vivere a Palazzo è uno dei “carismi” di monsignore , né ha voluto partecipare all’expo di Milano , mentre monsignore si è riservato una giornata per la visita . Il potere è una tentazione , il Cristo ne fa esperienza diretta , è portato nel deserto per essere tentato , la vicinanza al potere , ad un uomo di potere per un uomo di potere è lusinghiera , eccitante , si è accumunati dallo stesso “carisma” : il potere , scelto e difeso e preteso nelle sue forme esteriori i primi posti nelle “ sinagoghe “ il saluto nelle piazze di evangelica memoria .

Il contrasto è nella fotografia accanto , ritrae la preside dell’Istituto Losana ,religiosa rosminiana, con le consorelle , non certamente sedute accanto a monsignore ; ciò segna un divario , è segno di un divario ,il carisma del prete e del vescovo da una parte e nell’esercizio del suo potere di maschio e dall’altra le discepole di Rosmini , religiose , donne e per questo nel mondo pretesco considerate prive di carismi , a parte , messe da parte . ll carisma è dono dello Spirito , san Paolo dedica un capitolo delle sua lettera ai……….. a spiegare il carisma , ogni cristiano ha il suo e certamente i carismi come il potere , la vita agiata non sono carismi , ma gravi mancanze in un uomo di Dio ( la mia nelle righe sopra è stata una voluta provocazione ) . Il posto di monsignore ? Fuori dagli schemi , dalla consuetudine , dal formalismo ,come questo Papa insegna perché questo Papa è questo che insegna ; l posto di monsignore avrebbe dovuto essere accanto alle religiose che non sono solo corpi o carne da relegare in cucina o strumenti a cui dettare telegrammi , son o investite anch’esse dal loro personale carisma , dono dello Spirito , come tutti . E’ brutto constatare che il potere fa dimenticare le buone maniere , l’educazione , l’umanità ma soprattutto l’identità , il Vescovo è a servizio degli ultimi , sta con gli ultimi , prima di coloro che rappresentano il potere e riconosce i carismi . Spesso , troppo spesso è il contrario , è il vizietto di chi si sente investito non di un carisma ( dono delle Spirito ) ma di un potere  e il potere è mondanità , soprattutto mondanità . Dunque il potere è una tentazione , con il denaro ed il cibo ( punta dell’iceberg delle compensazioni ) . Tutte e tre le tentazioni sono le proposte di monsignore al suo clero , ecco il segno della spaccatura che monsignore ha portato in seno a questo presbiterio  : il contare , il potere , attraverso il cumulo degli incarichi e le preferenze  , le grandi abbuffate segno orgiastico per eccellenza attraverso i viaggi e gli incontri nei resort 4 stelle , la raccolta del denaro , l’amore per il denaro attraverso una vita dispendiosa fatta di cose , di materialità , di comodità di agi e vizi .

Ancora una osservazione sui carismi di monsignore  uno in particolare il dono della profezia, nel suo intervento ha infatti affermato : “ Tra vent’anni ne sono sicuro , le suore rosminiane saranno qui a celebrare i 200 anni della loro presenza a Biella “ poi la giornalista annota che l’ intervento di monsignore è stato sottolineato da un lungo applauso . Frasi di circostanza alle quali non crede , ma le proferisce  per dovere , per  quel borghese senso di educazione, per perbenismo , formalità , nello stile di un vero uomo di potere …… non si è neppure seduto vicino alla suore , ma il tragico , che è l’evidente , è che ormai non solo questa società , ma chi la dovrebbe guidare da Pastore ha perso i segni e il cristianesimo si fonda sui segni ( il pane , il vino ) e i segni sono i sacramenti ; questa società e chi la dovrebbe guidare da Pastore perde i carismi ,non li riconosce più , perde i doni dello Spirito e con essi la sua identità , ecco perché cibo e con esso le compensazioni , denaro e potere prendono il posto , si sostituiscono ai carismi ……. ai doni si prediligono e si sostituiscono i vizi .