VOGLIA DI NORMALITA'

10.04.2016 06:45

Cari amici di Chiesa controcorrente, il vangelo di questa domenica descrive il desiderio , da parte degli apostoli , di ritornare alla normalità , di riprendere la vita di tutti i giorni , il quotidiano , dopo gli eventi della Passione , della morte e della Resurrezione del Signore . Chiusi dentro quelle mura non possono più stare , quello non è il loro modo di vivere , soprattutto per loro che provengono da una vita fatta di attività lavorativa e di predicazione , hanno seguito il Signore per tre anni in lungo ed in largo . “ Io vado a pescare “ dice agli altri Pietro , colui che ha autorità e questa è recepita dagli altri apostoli e dai discepoli che lo seguono , non tutti ci fa intendere Giovanni e Pietro non impone , non si impone , non obbliga , ma prima di tutto pone se stesso, dà l’esempio , prende l’iniziativa : “ Io ….. vado a pescare “ . La vita deve riprendere , devono riprendere le attività degli apostoli , quella vita fatta di attività e di predicazione , che in parte è scritta ed in parte sottointesa nei Vangeli . Pietro ha seguito , è seguito dagli altri perché per primo prende l’ iniziativa e la mette in pratica , la vive , Pietro è l’esempio , quella sua azione è vita , vita vissuta che dà frutto ,porta frutto . Ogni cristiano , fratelli , manifesta con la propria vita , con le proprie azioni ciò che è e di conseguenza , se cristiano , se si professa cristiano , ciò che crede , dunque manifesta il Signore e lo manifesta all’esterno , agli atri . Ricordiamoci che l’appellativo “ cristiani “ ci è stato dato ad Antiochia , da pagani , che osservando il modo di vivere della comunità lì presente e operante coniarono questo termine che ci identifica da 2000 anni : cristiani ! Ripresa la quotidianità ecco che il Signore si manifesta ancora una volta , non solo privatamente , nel privato il Signore si manifesta , ma fuori , nella vita di tutti i giorni , nell’occupazione di quegli uomini , perché lo sappiamo dai Vangeli che Pietro e i figli di Zebedeo ( Giacomo e Giovanni che è il narratore di questo fatto ) erano pescatori e tra di loro soci , dunque Giovanni ci sta dicendo che hanno ripreso la loro attività , sono tornati a fare quello che facevano per vivere : pescano , lavorano . In quel contesto , di lavoro , di impegno il Signore si fa incontrare . Nell’impegno quotidiano il Signore è presente , viene a visitarci , viene a visitare coloro che lo testimoniano ….. ma come ? Con l’impegno ! La comunità , lo sappiamo dal libro degli Atti si trova , si riunisce , per la preghiera : “ Erano assidui nella preghiera “ ….. per l’Eucarestia : “ …. nella frazione del pane ….” … insieme visitano il Tempio ….. predicano …. condividono i beni … lavorano … la comunità cristiana è dunque formata , è una realtà … ed il Signore si fa incontrare in quegli uomini che iniziano a camminare da soli …. e con la presenza e nella presenza del Signore , che è con loro : “ sono con voi tutti i giorni della vostra vita “ i segni si manifestano , si fanno presenti , divengono realtà , si contano : “ Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci . E benché fossero tanti , la rete non si squarciò “ … quanta dovizia di particolari …. per dire la realtà … il reale …. Il numeri dei pesci , la loro dimensione , la constatazione che la rete ha retto al loro peso …. realtà , quotidianità , lavoro , “ cose “ di lavoro raccontate da Giovanni , che è pescatore di mestiere è uno dei figli di Zebedeo , è un socio di Pietro . La presenza del Signore è sempre accolta dal , nel silenzio : “ E nessuno dei discepoli osava domandargli – Chi sei ? – “ tacciono intorno a quel fuoco acceso nella notte , attorno a quella luce , a quel calore che è lo stesso Cristo , che porta luce , li illumina , li irraggia e li scalda ….. il fuoco si manifesta così attraverso la sua luce e la trasmissione del suo calore . Hanno voglia di incontrare il Signore , di provare quella sensazione del fuoco , che trasmette calore e di quella luce che rende chiaro , definito ciò che viene illuminato , irraggiato . Pietro si getta in mare per arrivare per primo e godere di quelle sensazione , a ruota arriveranno gli altri …. Come la mattina al sepolcro , quella domenica in cui le donne si sono recate al luogo della sepoltura … e non trovano il corpo …. come quel giorno …. degli apostoli ad entrare per primo …. per vedere per primo è Pietro … l’impeto , lo slancio di Pietro è lo stesso di quel giorno …. vi giunge correndo , in questo brano giunge da Gesù buttandosi in mare . L’esperienza dell’incontro con il Cristo è totalizzante e coinvolgente e questa esperienze , questo incontro avviene giornalmente nella quotidianità , perché il Signore è sempre con la sua comunità …. sempre … nell’ attività di ogni suo membro … sempre e per sempre se lo si accoglie , se gli si va incontro con entusiasmo , con il desiderio di incontrarlo : “ Simon Pietro appena udì che era il Signore ….. si gettò in mare . Gli altri discepoli invece vennero con la barca . “ E’ singolare che i discepoli riconoscano Gesù da un segno , Gesù dice loro dove pescare , era già successo …. ricordiamo il racconto della pesca miracolosa in Luca prima ancora della resurrezione di Gesù … ma ciò che vedono i discepoli raggiungendo Gesù sulla spiaggia , il Cristo risorto , il Risorto , ciò di cui fanno esperienza è quel fuoco : “ Sono venuto a portare il fuoco sulla terra , e come vorrei fosse già acceso ! “ …. e quel pane : “ Appena scesi a terra , videro un fuoco ….. e del pane “ … quel pane è il Cristo …. lo incontrano nel pane in quella sembianza che appare a noi , che apparirà a noi tra poco sull’altare che è incontro , poi all’assunzione nell’Eucarestia “ ….. prese il pane , lo spezzo , lo diede ai suoi discepoli e disse : prendete e mangiatene tutto questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi “ . Ora fratelli possiamo comprendere come l’esperienza dell’incontro con il Cristo caratterizzi e segni indelebilmente chi la vive , vi rileggo e vi invito a rileggere quanto riporta la prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli : “ Fecero flagellare gli Apostoli e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù . Quindi li rimisero in libertà . Essi allora se ne andarono via dal sinedrio ,lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per la morte di Gesù “ .